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lunedì 6 dicembre 2010

Huges, antologia dei poeti neri

-Non c’è posto per Jim Crow

Sui cavalli della giostra?

Un signore mi domanda:

Perché ne hai tanta voglia?

Io vengo dal Sud,

Dove al negro e al bianco

Non è permesso di sedere accanto.

C’è un vagone per Jim Crow,

Un vagone a parte sul treno,

Laggiù nel Sud.

E nell’autobus,

Ci mettono dietro, nell’autobus.

Ma la giostra è rotonda rotonda

E non possono mettermi dietro:

Dov’è dunque un posto

A cavallo

Per un ragazzo negro?-

giovedì 5 agosto 2010

Das Fräulein stand am Meere



Das Fräulein stand am Meere
Und seufzte lang und bang,


Es rührte sie so sehre


Der Sonnenuntergang.



"Mein Fräulein! Sein Sie munter,
Das ist
ein altes Stück;

Hier
vorne geht sie unter

Und kehrt
von hinten zurück."




venerdì 28 novembre 2008

Nevica

 

 


TTTT 


Già Ti Immagino

Affacciato Alla Finestra

A Rimirare La Neve Bianca

Come Un Bimbo Con I Suoi Occhioni 

Come Se Fosse Un Regalo Del Cielo

 


TTTT


 

domenica 25 maggio 2008

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

 

Gabriele D'Annunzio



domenica 27 gennaio 2008

Todesfuge

Schwarze Milch der Frühe wir trinken sie abends

 wir trinken sie mittags und morgens wir trinken sie nachts

 wir trinken und trinken 04 wir schaufeln ein Grab in den Lüften da liegt man nicht eng

 Ein Mann wohnt im Haus der spielt mit den Schlangen der schreibt

 der schreibt wenn es dunkelt nach Deutschland dein goldenes Haar Margarete

er schreibt es und tritt vor das Haus und es blitzen die Sterne er pfeift seine Rüden herbei

er pfeift seine Juden hervor er läßt schaufeln ein Grab in der Erde

 er befiehlt uns spielt auf nun zum Tanz

Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts

wir trinken dich morgens und mittags wir trinken dich abends

wir trinken und trinken

 Ein Mann wohnt im Haus der spielt mit den Schlangen der schreibt

 der schreibt wenn es dunkelt nach Deutschland dein goldenes Haar Margarete

 Dein aschenes Haar Sulamith wir schaufeln ein Grab in den Lüften da liegt man nicht eng

Er ruft stecht tiefer ins Erdreich ihr einen ihr andern singet und spielt

 er greift nach dem Eisen im Gurt er schwingt seine Augen sind blau

 stecht tiefer die einen ihr andern spielt weiter zum Tanz auf

Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts

 wir trinken dich mittags und morgens wir trinken dich abends

wir trinken und trinken

ein Mann wohnt im Haus dein goldenes Haar Margarete

 dein aschenes Harr Sulamith er spielt mit den Schlangen

Er ruft spielt süßer den Tod der Tod ist ein Meister aus Deutschland

 er ruft streicht dunkler die Geigen dann steigt ihr als Rauch in die Luft

 dann habt ihr ein Grab in den Wolken da liegt man nicht eng

 Schwarze Milch der Frühe wir trinken dich nachts

 wir trinken dich mittags der Tod ist ein Meister aus Deutschland

 wir trinken dich abends und morgens wir trinken und trinken

 der Tod ist ein Meister aus Deutschland sein Auge ist blau

er trifft dich mit bleierner Kugel er trifft dich genau

ein Mann wohnt im Haus dein goldenes Haar Margarete

er hetzt seine Rüden auf uns er schenkt uns ein Grab in der Luft

 er spielt mit den Schlangen und träumet der Tod ist ein Meister aus Deutschland

 dein goldenes Haar Margarete

 dein aschenes Haar Sulamith

 

 

Magari non è come "Se questo  un uomo",anche perchè è scritta in tedesco e dubito che capiate...Cmq penso abbia il suo impatto,se si riesce a comprendere il senso...Paul Celan ha fatto un capolavoro...E' per non dimenticare che questo è stato....

domenica 28 ottobre 2007

Gottfried Benn

 

Kleine Aster






Ein ersoffener Bierfahrer wurde auf den Tisch gestemmt.
Irgendeiner hatte ihm eine deunkelhellila Aster
zwischen die Zähne geklemmt.
Als ich von der Brust aus
unter der Haut
mit einem langen Messer
Zunge und Gaumen herausschnitt,
muß ich sie angestoßen haben, denn sie glitt
in das nebenliegende Gehirn.
Ich packte sie ihm in die Brusthöhle
zwischen die Holzwolle,
als man zunähte.
Trinke dich satt in deiner Vase!
Ruhe sanft,
kleine Aster!



Schöne Jugend

Der Mund eines Mädchens, das lange im Schilf gelegen hatte,
sah so angeknabbert aus.
Als man die Brust aufbrach, war die Speiseröhre so löcherig.
Schließlich in einer Laube unter dem Zwerchfell
fand man ein Nest von jungen Ratten.
Ein kleines Schwesterchen lag tot.
Die andern lebten von Leber und Niere,
tranken das kalte Blut und hatten
hier eine schöne Jugend verlebt.
Und schön und schnell kam auch ihr Tod:
Man warf sie allesamt ins Wasser.
Ach, wie die kleinen Schauzen quietschten!
 

mercoledì 10 maggio 2006

:.Piove.:

Oggi è un giorno di pioggia. Tutto quello che cade lo fa con rumore, come schiaffi gelidi. Goccia dopo goccia, colpo dopo colpo. Pelle livida. Cuore bagnato.

Chi mi spia?

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